Ghella S.p.A.

Roma,
Sede centrale

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La sede della Ghella spa è ospitata in un luogo dalla storia meno che centenaria ma piuttosto articolata.

L'attuale edificio è il risultato di una demolizione e ricostruzione dei primi anni ’70. L’edificio nacque con destinazione commerciale ad opera dell’architetto romano Alvaro Ciaramaglia, su un lotto occupato da un edificio residenziale realizzato dalla "Casa per la cooperativa Nuova Prati" su progetto dall'architetto Enrico Del Debbio nel 1928. Di fronte al nostro, su via Poma, si trova un bell'edificio progettato dall'architetto Cesare Valle nel 1930.

Dal 2007, data in cui è diventato di proprietà della Ghella, è iniziato un profondo progetto di riqualificazione a guida dello studio SpainiAA attualmente ancora in corso.

Nell'edificio del 1973 i caratteri architettonici sono espressi con decisione, con chiari riferimenti all'avanguardia architettonica degli anni '60 che aveva esponenti che andavano da Pellegrin, Perugini, Viganò o Sacripanti, al tardo Le Corbusier, ai Neobrutalisti inglesi, a Rudolf, Khan e Carlo Scarpa. Elementi di questo linguaggio sono il cemento armato a faccia vista e una sorta di meccanicismo nell’aggregazione dei volumi, con il manifesto intento di lasciare evidenza del metodo compositivo basato sull’accostamento di elementi formalmente autonomi. L’edificio di Ciaramaglia è un riconosciuto esempio del Brutalismo italiano. La qualità architettonica gli è valsa l'inserimento nella Carta della Qualità di Roma Capitale.

Intervenire su una architettura di riconosciuta qualità per adeguarla a nuove esigenze pone al progettista il problema delle permanenze, delle sostituzioni e delle integrazioni. Cosa mantenere e cosa sostituire?

Non vi sono soluzioni standard per il “retrofit” di edifici storici, con l’approccio corretto possono però essere trovate le soluzioni appropriate per ogni specifico progetto. Vi sono molte tecnologie disponibili; il compito dei progettisti è di selezionare quelle adatte a perseguire gli obiettivi dell’efficientamento energetico congiuntamente con quelli della valorizzazione dell’opera architettonica.

Il livello di mantenimento è dato dalla possibilità dell’edificio esistente di adattarsi alla nuova destinazione, nel nostro caso la nuova destinazione è di essere la sede di rappresentanza e di direzione della società Ghella spa.

Il mantenimento è coinciso con la conservazione del calcestruzzo armato a vista e con la conservazione delle articolate volumetrie che caratterizzano questa architettura. L’impiego esteso del calcestruzzo a vista è stato senza dubbio da noi riconosciuto come uno degli aspetti caratterizzanti l’edificio di Ciaramaglia.

La sostituzione ha interessato tutti gli elementi che, o per obsolescenza funzionale o prestazionale, non erano più in grado di svolgere il proprio ruolo. Tra di essi troviamo infissi, vetri, pavimenti, impianti, ascensori, scale interne, controsoffitti, parte delle strutture a sbalzo.

L’integrazione ha riguardato l'inserimento di elementi che non erano presenti e che sono stati aggiunti con l'obiettivo specifico di offrire nuove funzioni assenti quali tubi solari per aumentare la luce naturale, partizioni in vetro, isolamenti termici, impianti solari termici e fotovoltaici.

Il progetto ha avuto dunque lo scopo di mantenere il carattere originale del manufatto architettonico preservando i volumi e i materiali e integrandolo con nuovi elementi dal chiaro aspetto contemporaneo. Il risultato è stato una rivitalizzazione dell'edificio e della sua immagine nel contesto novecentesco che lo circonda.

 

Alberto Raimondi

Partner dello studio SpainiAA