Sydney Metro City & Southwest

Australia

Sydney Metro è il progetto infrastrutturale più imponente di tutta l’Australia e consiste nello sviluppo e nella realizzazione della rete metropolitana di Sydney.

Ghella si è aggiudicata la commessa del lotto «Sydney Metro City & Southwest», che prevede 15,5 chilometri di nuovi tunnel gemelli e l’esecuzione di opere civili per la costruzione di sei nuove stazioni: Waterloo e le nuove piattaforme sotterranee di Central Station, Pitt Street, Martin Place, Barangaroo, Victoria Cross (North Sydney) e Crow’s Nest.

I nuovi tunnel previsti dal progetto hanno la peculiarità di connettersi all’infrastruttura sopraelevata esistente nelle aree di Chatswood e Marrickville, per poi passare sotto il Sydney Harbour e alcune aree altamente urbanizzate come il City Business District. Lo scavo delle stazioni di Pitt Street e di Martin Place è avvenuto nell’area più popolosa e trafficata di Sydney.

Una volta completata la tratta, è stato stimato che la capacità della metropolitana aumenterà da circa 24.000 a 40.000 persone all’ora e che i convogli avranno una frequenza media di un treno ogni due minuti.

Per realizzare lo scavo sono state utilizzate cinque Tunnel Boring Machine (TBM), macchine in grado di scavare gallerie in modo meccanizzato e in totale sicurezza. Le TBM, comunemente chiamate «talpe», scavano la roccia con una testa fresante rotante dotata di dischi taglianti, rimuovono il materiale di scavo e mettono in sicurezza il cavo appena realizzato con la posa di conci prefabbricati. Per scavare sotto la città sono state scelte quattro TBM a doppio scudo, del diametro di 6,93 metri ciascuna, mentre lo scavo sotto la baia è stato effettuato da una Hydro TBM di 7,05 metri.

Le talpe sono state chiamate, come da tradizione, con nomi femminili. In questo caso, sono stati scelti i nomi di donne particolarmente importanti per la comunità australiana: Nancy, in onore di Nancy Bird-Walton OBE, aviatrice australiana e fondatrice dell’Australian Women Pilots’ Association; Mum Shirl, donna aborigena e attivista, che dedicò tutta la vita alla difesa dei diritti degli aborigeni australiani; Wendy, come Wendy Schreiber, volontaria nell’unica casa d’accoglienza per bambini con disabilità del Nuovo Galles del Sud; Mabel, in onore di Mabel Newill, capoinfermiera al Royal Prince Alfred Hospital di Sydney; ed infine Kathleen, come Kathleen Butler, unica consulente tecnica di John Bradfield, l’ingegnere che progettò il ponte che attraversa la baia di Sydney. Prima donna in Australia a ricoprire una posizione così prestigiosa in una grande opera, svolse un ruolo chiave nella realizzazione del ponte.

Sydney Metro City & Southwest è già entrato nella storia delle grandi infrastrutture: è la prima volta, infatti, che si è scavato un tunnel ferroviario sotto la baia di Sydney, e lo scavo è stato particolarmente complesso a causa dei depositi marini e della condizione geologica del fondale argilloso. Sul resto della tratta la roccia scavata è stata prevalentemente la Sydney Sandstone, una roccia arenaria, stabile e non troppo abrasiva. Nel sito di Barangaroo, dove ci sono voluti due anni per scavare oltre 460.000 tonnellate di roccia, è stata ritrovata una nave di 180 anni fa, classificata come la prima nave di fattura australiana mai rinvenuta nella regione.

Per le sue difficoltà tecniche, per il design progettuale innovativo e sostenibile e per l’impatto rivoluzionario che avrà sulla mobilità urbana nella città di Sydney, il progetto è destinato ad essere uno dei più significativi nel quadro dei piani di sviluppo infrastrutturale avviati nel New South Wales.

Lo scavo con le TBM è stato completato nei primi mesi del 2020, in soli 17 mesi e in anticipo di 3 settimane. Ha coinvolto uno staff composto da oltre 560 tecnici e ingegneri e oltre 1.800 operai, per oltre 10 milioni di ore di lavoro complessive.

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